Ricerca Delphi “Uno sguardo al futuro … con un po' di creatività” - Competenze, innovazione e formazione nelle organizzazioni 2014-2017. Quali prospettive per il prossimo triennio?

Periodo di realizzazione: 2014 - 2015

Committente: Ricerca autofinanziata

Contenuti 

La ricerca indaga le caratteristiche che distingueranno le competenze chiave per le aziende di oggi e del prossimo futuro, cercando di riflettere con un po' di originalità e creatività. Una delle fasi della ricerca è costituita dalla cosiddetta analisi di scenario, vale a dire un'indagine previsionale sullo sviluppo a breve-medio periodo, utilizzando la metodologia Delphi. Per tale fase è stato individuato un numero circoscritto di esperti e testimoni dei fenomeni in atto, in grado di offrire, per la loro capacità ed esperienza, elementi sul tema in oggetto capaci di consentire la costruzione di possibili scenari nel futuro prossimo.

Nota sintetica relativa al metodo Delphi

Da sempre l'uomo si interroga su ciò che gli riserverà il futuro (...). Il nostro secolo, da questo punto di vista, non si distacca rispetto a quelli precedenti. In più, però, presenta una particolarità: oggi si sente la necessità di costruire metodi di previsione 'scientifici' " (Maturo 1999, p. 175)

La necessità di costruire scenari previsionali sull'evoluzione delle relazioni sociali, dei mercati, dei fabbisogni, delle forme di vita e di lavoro, ha assunto in questi ultimi decenni un carattere sempre più pressante. La volontà di "predire il futuro", sia pure attraverso nuovi e più attendibili metodi di rilevazione ed elaborazione, è stata notevolmente accelerata proprio dal verificarsi di una situazione opposta, vale a dire l'aumento di complessità e di incertezza nella società contemporanea.

Sulla base di tali sempre più diffuse richieste, in questi ultimi decenni si sono sviluppati metodi e tecniche per la conduzione di analisi a fini previsionali. Queste ultime rappresentano, in un certo senso, un tentativo di schematizzare e formalizzare, con l'impiego di strumenti "scientifici" e ritenuti sufficientemente attendibili, modelli di "futuro possibile" (De Masi e Cepollaro 1988, pag. 56). La "costruzione di scenari" sta divenendo una delle capacità chiave nella "società della conoscenza". Le indagini previsionali costituiscono, dunque, lo strumento privilegiato per la costruzione di tali scenari.

La TECNICA DELPHI rappresenta il modello di indagine previsionale finora maggiormente diffuso ed utilizzato. La prima ricerca condotta con tale tecnica risale alla metà degli anni '50 e fu compiuta negli Stati Uniti dal centro studi Rand Corporation (Dalkey, 1976), mentre in Italia appaiono più numerose le trattazioni teorico-interpretative (Bertin et. al., 1983; Dall'Ara 1989, Maturo, 1999) delle stesse applicazioni pratiche (De Masi e Cepollaro, 1998; Bonzagni, 1997).

La tecnica Delphi può essere definita come un "sondaggio qualitativo multistadio autocorreggente": "si tratta di un tipo di sondaggio perché lo scopo del Delphi è quello di raccogliere opinioni (sul futuro) e la tecnica utilizzata per rilevare tali informazioni si basa sul questionario. Le domande poste all'inizio dell'indagine sono aperte: si cercano quindi risposte di 'qualità' che progressivamente dovranno essere trasformate - per aumentare la loro precisione e chiarezza - in domande a risposte chiuse o strutturate. Ciò avviene attraverso molteplici stadi (o fasi) nei quali gli esperti ripensano le loro risposte sulla base delle diverse opinioni emerse. In questo senso, confrontando le loro idee con le altre, gli esperti sono invitati a riconsiderare le loro risposte ed, eventualmente, correggerle" (Maturo, 1999, pag. 178, corsivo dell'autore).

La procedura standard prevede, dunque, due o più giri di consultazioni che seguono la fase preliminare dedicata alla definizione del problema e dell'universo da indagare, alla individuazione dei possibili esperti, alla costituzione del gruppo effettivo da coinvolgere, ed alla loro separata informazione su finalità, obiettivi e metodologia dell'indagine.

Nella prima consultazione, effettuata normalmente attraverso la posta (oggi utilizzando soprattutto quella elettronica), si sottopongono agli esperti del panel alcuni quesiti di base, formulati in modo aperto. Segue una fase di elaborazione delle risposte, dalla quale si ricavano delle prime stime e valutazioni sotto forma di items. Le risposte ottenute ed elaborate in enunciati in forma anonima, costituiranno il materiale di base per una seconda consultazione degli esperti, nella quale essi sono invitati ad esprimersi circa le valutazioni iniziali del gruppo confermandole, correggendole o respingendole. Il singolo esperto ha così la possibilità di riflettere ed eventualmente modificare le proprie opinioni a partire da contributo informativo e dal confronto con le opinioni dell'intero gruppo. Questo processo viene reiterato più volte, fino a quando non si raggiunge una discreta stabilità dei risultati o non si riscontrano significativi miglioramenti nella convergenza delle opinioni.

Tale tecnica si pone, dunque, l'obiettivo di ricavare, mediante un processo di retroazione controllata, una previsione comune e attendibile da parte di esperti su scenari futuri e sulla realizzazione di avvenimenti probabili.

Alla base del metodo Delphi risiedono tre ipotesi interconnesse estremamente interessanti: che il giudizio del gruppo sia migliore di quello del singolo; che i risultati di un'interrogazione a più stadi sia preferibile a quella ad un solo stadio; che l'interrogazione separata degli esperti, i quali restano reciprocamente anonimi, eliminando gli effetti dell'interazione propri dei confronti diretti (leadership, condizionamento, persuasione, ecc.), possa facilitare una 'reale' convergenza delle opinioni.

L'obiettivo di una "previsione comune" viene dunque raggiunto grazie all'approfondimento progressivo delle valutazioni iniziali, che consente a ciascun esperto di confrontare le proprie con le altrui opinioni, approfondirle mediante la riflessione, affinarle o anche modificarle completamente. In tal modo intende ridursi la variabilità degli assunti iniziali ed aumentare la convergenza delle opinioni condivise, con un potenziamento della stabilità e della precisione predittiva. L'isolamento di ciascun partecipante, inoltre, consente di rimuovere i cosiddetti "effetti parassitari" dell'interazione diretta, quali la leadership, il condizionamento, la persuasione, che possono manifestarsi nel caso di confronti face to face. Eliminando questi fattori di disturbo e garantendo la circolazione delle informazioni risulta, quindi, intatta la potenzialità creativa e prospettica di un vero e proprio confronto di gruppo, senza però subirne i limiti (De Masi e Cepollaro, 1998).